Una donna quasi perfetta di Madeleine St.John

Titolo: Una donna quasi perfetta

Autore: Madeleine St John

Traduzione: Mariagiulia Castagnone

Editore: Garzanti – 2020

Prezzo: eur 15.20 – brossura

Pagine: 240

 

  • Copertina: ♥♥♥♥♥/5 Sofisticata
  • Storia: ♥♥♥♥♥/5 Attuale
  • Stile: ♥♥♥♥♥/5 Singolare

 

“Londra. Attraverso le grandi finestre si scorgono lussuosi salotti, tovaglie ricamate e, immancabile, un servizio da tè in fine porcellana. Intorno a quei tavolini, elegantemente apparecchiati, con una tazza in mano, le donne si confidano le une con le altre, si danno man forte, si studiano tra mezzi sorrisi e cenni d’intesa.

E’ così anche per Flora, Gillian e Lydia, tutte e tre convinte di avere una vita quasi perfetta. La prima ha un marito che ama e tre splendidi bambini. Gillian ha una relazione con un uomo sposato che spera possa trasformarsi in qualcosa di più. Infine Lydia è sicura di poter vincere la medaglia di – amica dell’anno – . Quando le loro strade si incrociano, però, capiscono che non sempre le cose vanno come si desidera: è il momento di scegliere che persone vogliono essere, che tipo di donne vogliono diventare. Al di là di quello che la società richiede loro. Al di là di quello che si aspettano gli uomini che hanno accanto. Perché, per quanto sia più semplice avere qualcuno vicino che ci consigli che cosa dire e che cosa fare, e prendere decisioni non convenzionali possa fare paura, Flora, Gillian e Lydia stanno per scoprire che è la sola strada verso la libertà. “

 

Perché un uomo felicemente sposato, papà di 3 bambini, dovrebbe cedere ad una relazione extraconiugale?

A volte le cose capitano solo perché non si trovano sul nostro cammino. Siamo essere imperfetti in cerca del pezzo mancante. Non ci interroghiamo troppo se quel pezzo trovato sia veramente ciò che cercavamo. Così fa Simon quando vede Gillian e scoppia quella scintilla irresistibile che non pone interrogativi.

“La gente diventa perfetta solo quando muore”

Quando i piedi toccano terra, quando il marito fedifrago torna a casa a testa china, e la moglie Flora lo accoglie col sorriso, allora l’esecutore separa i due mondi, come due universi paralleli che non possono mai incontrarsi.

Da una parte il matrimonio, quell’intricata giungla sentimentale fatta di piccole routine e prevedibilità rassicurante. Dall’altra c’è un appartamento lontano, in strade poco calpestate dall’abitudine, dove si consumano emozioni più primordiali.

Sulle spalle uno zaino, fatto di sensi di colpa.

Ma questo piccolo romanzo non è la storia di Simon, anche se sembrerebbe. E’ la storia di 3 donne. Una moglie tradita, un’amante discreta e Lydia, un’amica single che vive di sogni mancati e si trova, involontariamente, a vestire un ruolo centrale.

La parola chiave attorno a cui si legano i fili di questo gomitolo pulsante è transitorietà, sono le parentesi di vita in cui le donne si fanno piccole ma riescono a star comode. E’ il cambiamento, quello vero, quello desiderato, quello che ci dobbiamo far bastare.

Donne coraggiose, inconsciamente consapevoli di ciò che vogliono. Donne mai soddisfatte, mutevoli prestigiatori della vita, in barba alla superficialità del genere maschile che le circonda, che prende, afferra e divora ciò che vede in vetrina ma con un’incorreggibile incapacità di gestione.

Tutto questo raccontato dal singolare stile della St.John. Quei dialoghi superficiali, quei personaggi così sfuggenti e quella leggerezza che però ti inchioda a terra, ti fa toccare con la punta delle dita riflessioni attuali e forti.

Si può dire molto con una piuma, si può avere un tocco leggero ma penetrante.

Come già nel romanzo “Le signore in nero” qui ancora di più l’autrice non vuole dimostrare niente, non si impone con nessun assoluto. Scrive di vita comune, senza giudizio, senza sentenza. Lo fa come se costruisse una commedia, come se il lettore potesse abbandonarne gli atti quando vuole.

Ma non è così.

Ironico, sottile, qua e là gocce intuitive, dal sapore dolce, con retrogusto amaro.

Sicuramente una prosa che non è per tutti i gusti. I più ricettivi…si facciano avanti.

 

 

 

 

 

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